Tutti noi abbiamo sentito parlare di HACCP, ma forse non molti di noi hanno sentito parlare di HARPC. Dove sta la differenza qualcuno si chiederà ? La differenza sta in quel PC, dove PC sta per Preventive Controls. Gli americani, infatti, rispetto agli europei e al resto del mondo che ancora “funziona” con l’haccp, ha deciso di cambiare e di introdurre l’HARPC, dove HARPC sta per Hazard Analysis, Risk based on Preventive Controls, mentre noi, europei, abbiamo ancora il vecchio, solido e affidabile HACCP e cioè Hazard Analysis Critical Control Point. Cosa cambia dunque, per gli Americani, mentre per noi Europei rimane tutto uguale ? Cambia l’approccio e cioè quello che loro chiamano i preventive controls e quello che io in una bella immmagine chiamarei valutazione a fabbrica ferma. Immaginatevi, infatti, seduti e rilassati sotto l’ombrellone e l’extra comunitario di turno invece di vendervi cinture, o ninnoli, vi volesse vendere un ingrediente alimentare. Voi avete la fabbrica ferma e mai, o poi mai accettereste di accenderla per provare il campione a voi sottoposto. Ebbene un preventive control è una valutazione, a fabbrica ferma, di ciò che comporta introdurre, o usare, o stare utilizzando, ma non l’avete mai considerato, un determinato ingrediente, fornitore, o cos’altro diavolo vi si presenti. E’ la valutazione fatta previamente, è la valutazione fatta, prima di acquistare un’auto, se questa entra, o meno nel garage; è la valutazione di tutto ciò che comporta, a fabbrica e impianti spenti, introdurre, o aver introdotto (magari anche 10 anni fa e che non avevate mai considerato), qualcosa e quanto quel qualcosa possa cambiarvi la vita. Immaginate che lo stesso venditore vi sottoponga, infatti, una scheda tecnica che implica un CCP. Compresreste mai un prodotto del genere se questo vi comportasse limiti critici e azioni correttive ? Eccco i preventive controls sono proprio questo: una valutazione lontano dalla necessità contingente; una domanda sulle uova prima che questi nel processo puzzino e contaminino tutto il prodotto. Una domanda da farsi nel vostro ombrellone, sereni e spaparanzati quando mai non ve la sareste fatta. Ebbene si, diavolo degli Americani, anche sotto l’ombrellone ci vengono a disturbare e a farci venire i dubbi. Prima perciò che arrivino gli Americani a solleticarvi con domande quando siete sotto l’ombrellone, contattatemi e vedrete che vi risponderò prima che andiate in vacanza.

Grazie a tutti voi e a presto

Francesco Tambini