Gli oli essenziali sono liquidi oleosi aromatici ottenuti da parti di piante. Il termine “olio essenziale” fu coniato nel XVI secolo dal medico svizzero Paracelso di Hohenheim, che chiamò “Quinta essentia” uno dei componenti di un miscuglio estratto da una pianta. Le proprietà antimicrobiche degli oli essenziali e dei loro componenti sono conosciute già da molto tempo. Si comprende quindi come un crescente interesse sia rivolto verso lo studio e la valutazione dell’efficacia di composti nuovi. Infatti l’uso come antimicrobici naturali nella formulazione di alimenti è comunemente accettato dal consumatore. Proprio per questo si sta diffondendo la tendenza ad utilizzarli come conservanti alimentari. Infatti, oltre ad impartire all’alimento aromi caratteristici, gli oli essenziali di origine vegetale ne prolungano la conservazione poiché contengono composti antiossidanti e battericidi o batteriostatici, Inoltre molti degli estratti potenzialmente utilizzabili come bioconservanti provengono da specie vegetali comunemente utilizzate nell’alimentazione umana. L’attività antimicrobica dimostrata da numerosi studi pone dunque le basi per una molteplicità di applicazioni degli oli essenziali come composti bioattivi naturali, tra cui la conservazione degli alimenti e delle bevande o il mantenimento della loro sicurezza. Inoltre, in relazione alla loro applicazione in formulazioni alimentari, gli estratti vegetali sono considerati come consumer-friendly e possono essere impiegati senza alcuna autorizzazione specifica o modificazione in etichetta, ad eccezione di alcuni estratti che rientrano nelle categorie di additivi e coloranti (es. rosso barbabietola E162 e capsantina da paprika E160c.

RIFERIMENTI: Rapporti ISTISAN 15/673 OLI ESSENZIALI NELLA CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI

Il potere antimicrobico degli oli essenziali – parte I Laura Mencarelli