Sulle etichette dei prodotti alimentari dovrà essere indicato lo stabilimento di produzione o confezionamento: lo stabilisce il decreto attuativo passato dal Consiglio dei Ministri odierno. Si tratta di un ritorno al passato: l’obbligo era già sancito dalla legge italiana, ma poi abrogato in seguito al riordino della normativa Ue sull’etichettatura. L’Italia ha stabilito la reintroduzione per garantire, spiega il Mipaaf, oltre che una corretta informazione al consumatore, “la rintracciabilità immediata degli alimenti da parte degli organi di controllo”.

Il provvedimento prevede un periodo transitorio di 180 giorni, per lo smaltimento delle etichette già stampate, e fino a esaurimento dei prodotti etichettati prima dell’entrata in vigore del decreto ma già immessi in commercio. “Questo provvedimento – ha commentato il ministro Martina – si inserisce nel lavoro che stiamo portando avanti per dare massima informazione ai cittadini sugli alimenti che consumano. Diamo una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette”. “Il nostro lavoro – conclude Martina – non si ferma qui, porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché l’etichettatura sia sempre più completa. La valorizzazione della distintività del nostro modello agroalimentare passa anche da qui”.

DA REPUBBLICA.IT DEL 17/03/2017